Rodolfo Bonetto

marzo 03, 2010  |   About us   |     |   0 Comment

Figura singolare nel panorama del design italiano degli ultimi trent’anni, Rodolfo Bonetto (1929-1991), abbandona una fortunata carriera di batterista jazz con il famoso “Sestetto Italiano” per dedicarsi alla nuova professione.

Autodidatta, caratteristica non comune nel panorama italiano, è tanto orientato alla prassi progettuale da fornire un contributo non indifferente all’insegnamento del design industriale alla Hochschule für Gestaltung di Ulm e, in seguito, all’Isia di Roma.

Dotato di grande talento gusto e capacità per il disegno tecnico, inizia a lavorare come collaboratore per la Veglia Borletti, disegnando strumentazioni per automobili (una grande passione: di quegli anni sono i primi schizzi di carrozzerie per Vignale, Viotti e Boneschi), per poi lavorare in numerosi e diversi campi industriali, quelli di cui normalmente non si considera – essenziale – l’intervento del designer: progetta elettrodomestici, orologi, telefoni, calcolatori elettronici, scarponi da sci, laser chirurgici, macchine utensili, lampade…

Di tutte queste tipologie, è sempre la componente tecnica quella che più lo appassiona, una peculiarità che lo distingue dalla maggioranza dei designer italiani, per tradizione più vicini al mondo dell’arredamento. Il suo rapporto con la Olivetti è stato tra i più intensi e professionalmente stimolanti: per la casa di Ivrea progetta complesse macchine utensili che modificano la fisionomia dell’ambiente di fabbrica. Altrettanto importante la collaborazione con Fiat per la quale disegna molti interni di auto di grande successo e che oggi sono patrimonio storico del marchio Bonetto Design.

Viene premiato con otto Compassi d’Oro, di cui l’ultimo alla carriera professionale. E’ stato due volte presidente dell’Adi (Associazione Disegno Industriale) e presidente dell’Icsid (International Council of Societies of Industrial Design). Riconosciuto come uno dei padri fondatori del design italiano.

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