RISCOPERTA L’AURELIA B52 DI BONETTO (notizia da corsa news)

settembre 20, 2011  |   News   |     |   0 Comment

Trieste.Una linea di rottura con la tradizione Lancia. È la coraggiosa strada scelta da Rodolfo Bonetto (successivamente celebre designer industriale) nel tracciare le linee della Aurelia B52 “coupé”, realizzata nel 1952 dal carrozziere Alfredo Vignale.

Quest’auto, spesso motivo di discussione ma dalla spiccata personalità, sarà tra le attrazioni del Concorso Internazionale di Eleganza “Castello di  Miramare”, organizzato dalla AAVS a Trieste nel week-end del 14 e 15 maggio.

Si tratta di un esemplare unico, del quale si erano un po’ perse le tracce da molti anni e ritrovato in ottime condizioni da un appassionato veneto.

Era stata realizzata da Vignale partendo da uno dei 98 autotelai B52 (derivati dalla Aurelia B21 berlina), consegnati dalla Lancia ai carrozzieri. Della B21 l’auto ha mantenuto il motore V6 di 1991 cc da 70 cavalli, che consentono una velocità di 145 km/h.

L’interesse storico per questa particolare interpretazione della Aurelia “coupé” è strettamente collegato alla riscoperta del talento di Rodolfo Bonetto, che aveva 23 anni ed era del tutto sconosciuto quando presentò il bozzetto a Vignale.

Ad avvicinarlo al carrozziere torinese era stato lo zio Felice Bonetto, noto e coraggioso pilota, perito in un incidente alla Carrera Messicana del ’53 mentre guidava una Lancia, dopo essere stato accasato con Alfa e Ferrari.

Da privato aveva però ottenuto un 6° posto alla Mille Miglia del ’51 con un’Alfa 412 del 1939, carrozzata da Vignale su disegno del nipote Rodolfo.

Quella Aurelia B52 che colpisce per l’indovinato accostamento di scelte classiche con altre decisamente futuristiche per l’epoca, è stata il trampolino di lancio per lo stilista.

Dopo avere collaborato anche con i carrozzieri Viotti e Boneschi, ha infatti allargato il proprio campo al disegno industriale (elettrodomestici, orologi, telefoni, lampade…), settore che gli ha permesso di ottenere ben otto premi “Compasso d’Oro”, l’ultimo dei quali alla memoria dopo la sua morte avvenuta nel 1991.

Bonetto non si era però mai staccato dal mondo dell’auto che lo appassionava. Per oltre 30 anni ha collaborato con il Gruppo Fiat tramite lo studio “Bonetto Design”. Si ricordano tra l’altro l’interno della 131 Supermirafiori (“Compasso d’Oro” 1976) e soprattutto l’estetica del motore “FIRE” che ha debuttato con la Uno nel 1985: nel settore uno dei primi esempi di matrimonio tra tecnica e studio della linea. (D.B.)

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