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	<title>Design Center</title>
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	<description>Product &#38; Industrial Design For the People</description>
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		<title>1929 &#8211; 2011 Rodolfo Bonetto</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 15:09:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Nel mese di Settembre 2011 Rodolfo Bonetto avrebbe compiuto 82 anni, e se oggi fosse qui chissà quanti progetti avrebbe ancora realizzato oltre ai 900 che hanno caratterizzato il design italiano nel ultimo cinquantennio.Rodolfo Bonetto dopo essere stato uno dei padri fondatori del design italiano, vincitore di ben 8 Compassi d’Oro (di cui l’ultimo alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2011/10/bonettor_300_300-13.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-314" title="bonettor_300_300-1" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2011/10/bonettor_300_300-13-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel mese di Settembre 2011 Rodolfo Bonetto avrebbe compiuto 82 anni, e se oggi fosse qui chissà quanti progetti avrebbe ancora realizzato oltre ai 900 che hanno caratterizzato il design italiano nel ultimo cinquantennio.Rodolfo Bonetto dopo essere stato uno dei padri fondatori del design italiano, vincitore di ben 8 Compassi d’Oro (di cui l’ultimo alla carriera), due volte presidente dell’Adi (Associazione Disegno Industriale), una volta presidente dell’Icsid (International Council Society of Industrial Design), autore di straordinari prodotti in numerosissimi settori produttivi di cui molti presenti nelle collezioni di design delle principali collezioni dei musei internazionali, purtroppo nessuno ha mai voluto celebrarlo degnamente attraverso una mostra o un libro.Il suo nome vivo in numerosissimi appassionati di design sembrerebbe stato dimenticato dalle principali istituzioni che si occupano di design in Italia, quasi se contasse molto di più un progettista che ha realizzato qualche mobile e qualche sedia rispetto a Bonetto che è stato il grande maestro del disegno industriale italiano, e nelle centinaia di mostre autobiografiche Rodolfo Bonetto è sempre stato escluso.Il figlio, Marco, di sua iniziativa e con piccole risorse economiche ha cercato di onorare la figura professionale del padre realizzando nel 1991 dopo la sua scomparsa un libro con Idea Books che raccoglie i principali oggetti progettati, oltre a ciò ha ideato un premio rivolto agli studenti dal nome “Targa Rodolfo Bonetto” nato nell’ambito della manifestazione fieristica Smau e da qualche anno trasferito presso Seatec.Ben poco per un grande maestro come Rodolfo Bonetto che ha insegnato come qualsiasi prodotto industriale dalla macchina utensile Olivetti a un telefono pubblico o un interno di automobile possa essere dotato di una bellezza non fine a se stessa. Un designer che, per chi lo ha conosciuto, aveva anche grandi doti umane.A noi oltre ad onorare la sua figura quotidianamente resta l’amarezza e la vergogna per coloro che a tutt’oggi, dopo 20 anni dalla sua scomparsa, si sono dimenticati di lui in qualsiasi contesto privilegiando coloro che fanno parte di caste privilegiate anziché di un concetto di meritocrazia.Rodolfo per noi sarai sempre un grande maestro !</p>
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		<title>RISCOPERTA L’AURELIA B52 DI BONETTO (notizia da corsa news)</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Trieste.Una linea di rottura con la tradizione Lancia. È la coraggiosa strada scelta da Rodolfo Bonetto (successivamente celebre designer industriale) nel tracciare le linee della Aurelia B52 &#8220;coupé&#8221;, realizzata nel 1952 dal carrozziere Alfredo Vignale. Quest&#8217;auto, spesso motivo di discussione ma dalla spiccata personalità, sarà tra le attrazioni del Concorso Internazionale di Eleganza &#8220;Castello di  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2011/09/bonetto1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-299" title="bonetto1" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2011/09/bonetto1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Trieste.</strong>Una linea di rottura con la tradizione Lancia. È la coraggiosa strada scelta da Rodolfo Bonetto (successivamente celebre designer industriale) nel tracciare le linee della Aurelia B52 &#8220;coupé&#8221;, realizzata nel 1952 dal carrozziere Alfredo Vignale.</p>
<p>Quest&#8217;auto, spesso motivo di discussione ma dalla spiccata personalità, sarà tra le attrazioni del Concorso Internazionale di Eleganza &#8220;Castello di  Miramare&#8221;, organizzato dalla AAVS a Trieste nel week-end del 14 e 15 maggio.</p>
<p>Si tratta di un esemplare unico, del quale si erano un po&#8217; perse le tracce da molti anni e ritrovato in ottime condizioni da un appassionato veneto.</p>
<p>Era stata realizzata da Vignale partendo da uno dei 98 autotelai B52 (derivati dalla Aurelia B21 berlina), consegnati dalla Lancia ai carrozzieri. Della B21 l&#8217;auto ha mantenuto il motore V6 di 1991 cc da 70 cavalli, che consentono una velocità di 145 km/h.</p>
<p>L&#8217;interesse storico per questa particolare interpretazione della Aurelia &#8220;coupé&#8221; è strettamente collegato alla riscoperta del talento di Rodolfo Bonetto, che aveva 23 anni ed era del tutto sconosciuto quando presentò il bozzetto a Vignale.</p>
<p>Ad avvicinarlo al carrozziere torinese era stato lo zio Felice Bonetto, noto e coraggioso pilota, perito in un incidente alla Carrera Messicana del &#8217;53 mentre guidava una Lancia, dopo essere stato accasato con Alfa e Ferrari.</p>
<p>Da privato aveva però ottenuto un 6° posto alla Mille Miglia del &#8217;51 con un&#8217;Alfa 412 del 1939, carrozzata da Vignale su disegno del nipote Rodolfo.</p>
<p>Quella Aurelia B52 che colpisce per l&#8217;indovinato accostamento di scelte classiche con altre decisamente futuristiche per l&#8217;epoca, è stata il trampolino di lancio per lo stilista.</p>
<p>Dopo avere collaborato anche con i carrozzieri Viotti e Boneschi, ha infatti allargato il proprio campo al disegno industriale (elettrodomestici, orologi, telefoni, lampade&#8230;), settore che gli ha permesso di ottenere ben otto premi &#8220;Compasso d&#8217;Oro&#8221;, l&#8217;ultimo dei quali alla memoria dopo la sua morte avvenuta nel 1991.</p>
<p>Bonetto non si era però mai staccato dal mondo dell&#8217;auto che lo appassionava. Per oltre 30 anni ha collaborato con il Gruppo Fiat tramite lo studio &#8220;Bonetto Design&#8221;. Si ricordano tra l&#8217;altro l&#8217;interno della 131 Supermirafiori (&#8220;Compasso d&#8217;Oro&#8221; 1976) e soprattutto l&#8217;estetica del motore &#8220;FIRE&#8221; che ha debuttato con la Uno nel 1985: nel settore uno dei primi esempi di matrimonio tra tecnica e studio della linea. <strong>(D.B.)</strong></p>
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		<title>Dove è il design Italiano ?</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:44:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Approfitto di questo blog per riflettere sullo scenario del design italiano che in questi ultimi anni a subito grandi cambiamenti, non ultimo l’acquisizione dell’Italdesign di Giugiaro da parte del colosso automobilistico Volkswagen. Nella competizione internazionale il design italiano è stato spesso superato da altri Paesi che hanno saputo promuovere con intelligenza una specifica cultura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/06/bonetto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-269" title="bonetto" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/06/bonetto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Approfitto di questo blog per riflettere sullo scenario del design italiano che in questi ultimi anni a subito grandi cambiamenti, non ultimo l’acquisizione dell’Italdesign di Giugiaro da parte del colosso automobilistico Volkswagen.</p>
<p>Nella competizione internazionale il design italiano è stato spesso superato da altri Paesi che hanno saputo promuovere con intelligenza una specifica cultura di progetto che a portato molte società ad acquisire una presenza in termini di business maggiore rispetto l’Italia.</p>
<p> Per quanto riguarda le nostre strutture, siamo sempre stati abituati ad auto-promuoverci con le nostre risorse economiche e umane, utilizzando anche quello che il design Made in Italy ha prodotto nella storia. Purtroppo la presunzione di coloro che hanno gestito la nostra Associazione Adi e il disinteresse delle nostre istituzioni a fatto si che perdessimo la competizione Mondiale, per anni abbiamo pensato che mandando in giro la mostra della collezione storica del Compasso d’Oro avremmo potuto sostenere e promuovere l’eccellenza del comparto design, cosa poi smentita da altri Paesi che hanno generato mostre straordinarie e realizzate secondo una vera e propria strategia promozionale, supportata da finanziamenti pubblici.</p>
<p>Visitando l’ultimo Salone del Mobile si poteva comprendere benissimo che vuoto di intelligenza creativa ci sia, la critica che applaude un design mediocre e spesso dal gusto discutibile facendo rimpiangere gli anni in cui i grandi nomi storici del nostro design realizzavano pezzi di una ricchezza intellettiva elevata. E la conferma della mia convinzione lo avuta girando per Milano nella settimana del design dove mi sono reso conto che il vero successo sono stati i cocktail party e gli eventi, e non la cultura del progetto.</p>
<p>Lo scenario attuale conta solo i morti e i feriti, nomi eccellenti che vendono a stranieri, strutture che chiudono, altri che agonizzano in attesa di una ripresa che si fa sempre più lontana. Eppure noi che il design lo abbiamo sempre fatto generando cultura e tendenze ci domandiamo quale potrà essere il futuro, anche per quelle migliaia di giovani che le Università e le scuole di design sfornano ogni anno e che non trovano sul mercato una collocazione professionale. Ci domandiamo perché nonostante il nostro straordinario Dna non riusciamo a competere da leader nel Mondo.</p>
<p>Le due capitali del design Milano e Torino stilano bollettini di guerra, la capitale del design automobilistico frantumata, la capitale culturale del design Italiano agonizzante, e nessuno che si preoccupa di analizzare e proporre progetti comuni per far fronte ad una emergenza superiore alle crisi degli anni passati. Sicuramente vincerà la mediocrità ovvero quel design generalizzato, spesso improvvisato, privo di quelle fondamenta culturali che sono la base essenziale per produrre innovazione del prodotto.</p>
<p>Marco Bonetto</p>
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		<title>17°Targa Rodolfo Bonetto</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 09:46:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; stato lanciato il bando di concorso per la 17° edizione della Targa Rodolfo Bonetto, premio di design rivolto agli studenti nel settore della nautica. Il bando è scaricabile dal Pdf allegato o direttamente dal sito www.seatec.it BandoTargaBonetto2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/05/bonetto22.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-275" title="bonetto22" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/05/bonetto22-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E&#8217; stato lanciato il bando di concorso per la 17° edizione della Targa Rodolfo Bonetto, premio di design rivolto agli studenti nel settore della nautica.</p>
<p>Il bando è scaricabile dal Pdf allegato o direttamente dal sito <a href="http://www.seatec.it">www.seatec.it</a></p>
<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/05/BandoTargaBonetto2011.pdf">BandoTargaBonetto2011</a></p>
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		<title>23rd Annual Excellence Design Award</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 11:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La nuova ONE, disegnata da Bonetto Design, premiata al 23rd Annual Excellence Design Award       Siamo lieti di annunciare che la nuova Egro ONE è stata premiata al 23° Concorso Annual Excellence Design, indetto dalla rivista appliance DESIGN Siamo orgogliosi e grati del supporto tecnico di Rancilio ed Egro, che ha portato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/05/1273565549393_hp_EID.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-200" title="1273565549393_hp_EID" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/05/1273565549393_hp_EID-150x84.jpg" alt="" width="150" height="84" /></a></p>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><strong>La nuova ONE, disegnata da Bonetto Design, premiata al 23rd Annual Excellence Design Award</strong></span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"></span></span></div>
<p><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"></p>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><strong>Siamo lieti di annunciare che la nuova Egro ONE è stata premiata al 23° Concorso Annual Excellence Design, indetto dalla rivista appliance DESIGN Siamo orgogliosi e grati del supporto tecnico di Rancilio ed Egro, che ha portato alla realizzazione del progetto della nuova macchina Egro ONE. ONE, prodotta da EGRO Coffee Systems che ha ricevuto il terzo premio nella categoria Apparecchiature Commerciali &amp; Distributori Automatici del 23° Concorso Annual Excellence Design, indetto dalla rivista appliance DESIGN. Il prodotto è stato progettato dai dipartimenti R&amp;D di Rancilio e di Egro e da Bonetto Design. La ONE è la prima macchina completamente automatica ad essere prodotta da quando le divisioni R&amp;D di Rancilio e Egro hanno unito le proprie forze. Prestazioni eccellenti e una compattezza senza eguali, tecnologia ultramoderna e controllo completo della macchina, elevata qualità di design e avanzata ergonomia: questa è la nuova Egro ONE. &#8221;Scopo del concorso annuale di design indetto da appliance DESIGN è quello di rendere onore a quei reparti di R&amp;D che sono riusciti in modo eccellente a vincere la moderna sfida di fondere in modo armonioso tecnologia e industrial design,&#8221; ha detto Richard Babyak, editore di appliance DESIGN. Un comitato indipendente composto da tre esperti nel settore dell&#8217;industrial design ha valutato i soggetti in concorso. Il giudizio era basato su quattro criteri: aspetto, fattori umani, innovazione e meriti tecnici. I giudici hanno notato che le aziende dietro ai prodotti premiati dimostravano di prendere seriamente il settore dell&#8217;industrial design, mostrando tale serietà attraverso l&#8217;attenzione ai dettagli e approcci di tipo innovativo, che hanno differenziato in maniera significativa i prodotti vincenti rispetto agli altri. Un altro elemento comune dei prodotti premiati è stata la loro capacità di rendere la tecnologia più accessibile all&#8217;utente finale.</strong></span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><strong>Design Center con il marchio Bonetto Design è felice di aver contribuito al successo di Egro e del Gruppo Rancilio.</strong></span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<div><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </span></span></div>
<p></span></span><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"><span style="color: #686868; font-size: xx-small;"> </p>
<p></span></span></p>
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		<title>Il ruolo culturale dell&#8217;impresa:tradizione e innovazione</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 09:19:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parlare oggi di design italiano significa analizzare un fenomeno dal successo sorprendentemente duraturo, un fenomeno reso complesso dal non essere caratterizzato dall’univoco e monotono riproporre formule e modelli collaudati, bensì dal costante superamento dei traguardi raggiunti, dall’instancabile ricerca espressiva e dall’effervescente vitalità culturale. Il costante coraggio di esplorare nuove vie e campi di espressione costituisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/04/mb.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-182" title="mb" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/04/mb-118x150.jpg" alt="" width="71" height="90" /></a>Parlare oggi di design italiano significa analizzare un fenomeno dal successo sorprendentemente duraturo, un fenomeno reso complesso dal non essere caratterizzato dall’univoco e monotono riproporre formule e modelli collaudati, bensì dal costante superamento dei traguardi raggiunti, dall’instancabile ricerca espressiva e dall’effervescente vitalità culturale.</p>
<p>Il costante coraggio di esplorare nuove vie e campi di espressione costituisce una solida e genuina <span style="text-decoration: underline;">tradizione</span> del design italiano. Questo dinamismo, inoltre, non ha mai portato ad uno sterile e vacuo sperimentalismo, ma ha anzi offerto al design italiano, sempre attento alle esigenze di effettiva realizzabilità del progetto, la capacità di identificare, interpretandole e comprendendole al meglio, le reali necessità, esigenze e bisogni del contesto nel quale è chiamato ad operare, rendendo cosi possibile l’elaborazione di risposte ottimali.</p>
<p> Molte aziende italiane hanno prodotto <span style="text-decoration: underline;">cultura</span> attraverso il design, generando movimenti di pensiero e correnti storiche che ancora oggi caratterizzano il design Made in Italy nel Mondo. Ma questo oggi non basta più.</p>
<p> La sfida del prodotto globale, che si infrange sulle forti localizzazioni dei Paesi e delle loro culture, i mercati di nicchia che diventano mercati veri e propri, la tecnologia in rapida crescita e i processi produttivi, generano un mercato confuso, dove è molto difficile individuare un prodotto idoneo e mirato a soddisfare l’utenza.</p>
<p> Eppure i designers non si sono fermati, ognuno di noi all’interno delle proprie strutture, ha continuato la propria missione sperimentando linguaggi nuovi e soluzioni di progetto rivolte a generare concepts di prodotti innovativi e più a misura d’uomo. Allo stesso tempo i nostri processi progettuali, le metodologie e gli strumenti si sono evoluti. Oggi siamo in grado di offrire quasi un design &#8220;just in time&#8221; con sistemi di visualizzazione in virtuale, modelli sofisticati in co-design con le unità di ingegnerizzazione di prodotto che portano a ridurre i tempi di verifica e decisioni.</p>
<p> Design, inoltre, non significa solo evidenziare gli aspetti estetici e formali di un oggetto; esso permette anche di stabilire un sistema di valori di comunicazione con l’utente. Valori che molti oggetti oggi non hanno più perché assorbiti dalla prepotenza della tecnologia, oggetti che non sono amichevoli e non comunicano la propria identità e quella dell’azienda che li produce.</p>
<p> Ecco che allora il panorama dei prodotti diventa confuso e complesso nel loro utilizzo, essi non sono più rivolti a servire l’uomo ma al contrario rendono più difficile la sua quotidianità a partire dall’automobile fino ad arrivare al piccolo elettrodomestico. Il moltiplicarsi delle funzioni e l’esasperazione delle prestazioni genera prodotti con interfacce non sufficienti a rendere il prodotto autocomunicante.</p>
<p>A questo si aggiunge, come citavo prima, il fatto che i prodotti non comunicano più l’identità dell’azienda, la sua storia, la sua cultura, in sintesi non ci trasmettono quel racconto che spesso ha reso mitici i prodotti che hanno fatto la storia della nostra produzione e del design italiano.</p>
<p> Questo panorama produttivo è spesso generato anche dalla convinzione da parte delle aziende di possedere la cultura necessaria al proprio interno per produrre del design innovativo, convinzione che addirittura in molti settori stà già generando delle involuzioni di prodotto altamente pericolose. Peraltro esistono industrie, come le case automobilistiche, che nonostante abbiano più di un centro di design al proprio interno, affidano la prima fase di ricerca del design di un nuovo modello a 3 o 4 designers esterni, al fine di esplorare con ampio spettro gli scenari possibili di ogni nuovo prodotto.</p>
<p> Questi scenari di prodotto, inoltre, sono anche ricercati da specialisti in &#8220;advanced design&#8221;, ovvero team pluridisciplinari attinenti all’area del design e del progetto, che attraverso metodologie di progetto scientifiche configurano metaprogetti di prodotti destinati al mercato dei prossimi 10/15 anni.</p>
<p> Da questi brevi cenni, quindi, potete comprendere in che modo il design a fronte della domanda del mercato, ha saputo innovarsi mantenendo la propria piattaforma culturale e disciplinare.</p>
<p> Concludo nella convinzione che il design industriale dovrà avere un ruolo importante nei prossimi anni, un ruolo di innovatore intelligente a misura d’uomo, capace attraverso i propri processi e le proprie metodologie di progetto di costituire uno scenario di mercato più evoluto nei suoi contenuti di progetto e più intelligente nelle sue interfaccie di prodotto, con un linguaggio formale innovativo e comunicativo. Ma ovviamente questo dipenderà in gran parte anche dalla volontà delle aziende di tornare a investire nella ricerca e nel progetto.</p>
<p>Marco Bonetto</p>
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		<title>16° Targa Rodolfo Bonetto</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>bonetto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I vincitori della 16° Targa Bonetto propongono idee e progetti per innovazione tecnologica e infrastrutture come un concept per il restyling del porto di Viareggio. A Seatec la premiazione.   Carrara, 12 febbraio La prestigiosa Targa Rodolfo Bonetto, istituita da Marco Bonetto nel 1991 in memoria del padre Rodolfo, uno dei grandi maestri del design [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/04/TB16.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-113" title="TB16" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/04/TB16-150x132.jpg" alt="" width="150" height="132" /></a></p>
<p><strong>I vincitori della 16° Targa Bonetto propongono idee e progetti per innovazione tecnologica e infrastrutture come un concept per il restyling del porto di Viareggio. A Seatec la premiazione.</strong><br />
  Carrara, 12 febbraio</p>
<p>La prestigiosa Targa Rodolfo Bonetto, istituita da Marco Bonetto nel 1991 in memoria del padre Rodolfo, uno dei grandi maestri del design italiano si tiene dal 2008 nell&#8217;ambito di Seatec, la rassegna di tecnologie subfornitura e design per imbarcazioni yacht e navi ed è rivolta a studenti delle facoltà di o Design, Architettura e di Design Industriale di tutto il mondo.</p>
<p>Secondo il bando di concorso indetto da Seatec e Design Center erano ammessi anche neo laureati che potevano presentare progetti in due distinte categorie: Innovazione Tecnologica e Infrastrutture.</p>
<p>L&#8217;edizione 2010 della Targa Bonetto ha visto la partecipazione di numerosi concorrenti e la giuria (composta da docenti universitari, progettisti, designer e giornalisti) ha valutato i lavori considerando sia gli aspetti formali sia le motivazioni progettuali indicate dai designer, procedendo con l&#8217;individuazione delle tendenze progettuali, i contenuti innovativi rispetto al livello espresso dal mercato nella categoria di riferimento, gli aspetti compositivi del layout esterno, l&#8217;architettura, l&#8217;Innovazione tecnologico &#8211; produttiva.</p>
<p>La Giuria che ha valutato gli elaborati in concorso era composta, oltre che da Marco Bonetto, dal presidente Roberto Franzoni, direttore marketing e comunicazione Sanlorenzo, da Decio G.R. Carugati, giornalista e critico del design, Luciano Pagani, designer, Roberto Giolito, style director Fiat e Tommaso Spadolini, architetto e yacht designer.</p>
<p>Per la sezione Innovazione Tecnologica, dal tema &#8220;La barca media (misura massima dell&#8217;unità 55&#8242; a vela, 50&#8242; a motore), cabinata o non, con particolare attenzione al conseguimento del basso costo, per l&#8217;effettiva possibilità di sviluppo in produzione seriale&#8221; sono stati premiati:</p>
<p>1°  Classificato, progetto MASTER 10 di Knapic Valdi, Krasnac Jure, Istituto degli studi di Trieste, Master in Yacht Style and Design con la seguente motivazione: per il design innovativo nella categoria 10 metri, esprimendo un  progetto tecnologicamente avanzato con una presentazione grafica di elevata qualità.</p>
<p>2°  Classificato, progetto FUEGO 55 di Satya Lubatti, Lorenzo Carrara, Università degli studi di Genova, Facoltà di Architettura, Disegno Industriale curriculum Design Navale e Nautico, per aver proposto &#8220;un concetto di imbarcazione coerente con lo scafo assegnato, un design innovativo e contemporaneo con un&#8217;attenzione ai dettagli esterni e all&#8217;arredo degli interni finemente curati.&#8221;</p>
<p>3°  Classificato, progetto MOSE 55 di Kisang Gio, Ied Venezia premiato &#8220;per l&#8217;interpretazione innovativa di un concept di imbarcazione con un linguaggio di design raffinato&#8221;.</p>
<p>Sono state attribuite menzioni speciali anche al Progetto SUNARCHITETTURA presentato da Massimo di Salvo, Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli studi di Napoli &#8220;per la fattibilità e la modularità di un&#8217;imbarcazione di piccolo cabotaggio con linee che si ispirano alla tradizione delle barche dei pescatori.&#8221;</p>
<p>Menzione speciale anche per il Progetto PAPER BOAT di Alberto Pietrobon, Mattia Mazzucchi e Andrea Valsecchi Sommi Picenardi (Politecnico di Milano, Master in Yacht Design) in quanto rappresenta &#8220;una romantica interpretazione della barca dei bambini con un concept riportato all&#8217;attualità.&#8221;</p>
<p>Di altissimo profilo gli elaborati presentati nella sezione Infrastrutture, che aveva come tema &#8220;Il porto turistico&#8221; &#8211; progetto di adeguamento di una struttura esistente: il porto di Viareggio.</p>
<p>Il primo premio è stato assegnato al progetto dal titolo Ricalibratura della portualità turistica nel porto di Viareggio di Riccardo Quaglia, Fabio Rapallo, Camilla Galardi e Matteo Fausone, IED Torino con la seguente motivazione: &#8220;per un progetto che qualifica il porto di Viareggio senza stravolgere gli insediamenti produttivi attuali e interpreta un ampliamento del porto tenendo conto della geomorfologia attuale.&#8221;</p>
<p>Attribuite anche menzioni speciali a:</p>
<p>Progetto Concept Porto di Viareggio 010 di Marina Colombo e Sebastiano Vida, Università degli Studi di Genova, Polo di La Spezia, corso di Laurea Specialistica in Design Navale e Nautico &#8220;per l&#8217;interpretazione di un concept di design di grande impatto che comporterebbe una radicale trasformazione del porto esistente.&#8221;</p>
<p>Una seconda menzione è stata assegnata a ECOPORT (Riqualificazione del Porto di Viareggio) di Francesca Bordone, Daniela Gorini, Elisa Rossetti, IED Torino &#8220;per un layout di ampliamente esteso verso l&#8217;esterno della diga salvaguardando l&#8217;area esistente attuale&#8221;.</p>
<p><strong>Autore:</strong> Ufficio Stampa Seatec</p>
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		<title>Bonetto Design</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:09:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bonetto Design è un marchio storico del design italiano, fondato nel 1958, da Rodolfo Bonetto uno dei padri storici del design italiano. Oggi questo brand è di propietà della  Design Center Srl assieme al patrimonio storico di know how e di esperienza progettuali che sono la base per affrontare nuovi progetti sul mercato internazionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/03/logo-Bonetto-Design.jpg"><img title="logo-Bonetto-Design" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/03/logo-Bonetto-Design.jpg" alt="" width="66" height="80" /></a><strong>Bonetto Design</strong> è un marchio storico del design italiano, fondato nel 1958, da Rodolfo Bonetto uno dei padri storici del design italiano. Oggi questo brand è di propietà della  Design Center Srl assieme al patrimonio storico di know how e di esperienza progettuali che sono la base per affrontare nuovi progetti sul mercato internazionale.</p>
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		<title>Rodolfo Bonetto</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:07:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Figura singolare nel panorama del design italiano degli ultimi trent’anni, Rodolfo Bonetto (1929-1991), abbandona una fortunata carriera di batterista jazz con il famoso &#8220;Sestetto Italiano&#8221; per dedicarsi alla nuova professione. Autodidatta, caratteristica non comune nel panorama italiano, è tanto orientato alla prassi progettuale da fornire un contributo non indifferente all’insegnamento del design industriale alla Hochschule [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/03/logo-Rodolfo-Bonetto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-51" title="logo-Rodolfo-Bonetto" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/03/logo-Rodolfo-Bonetto.jpg" alt="" width="134" height="80" /></a></p>
<p>Figura singolare nel panorama del design italiano degli ultimi trent’anni, Rodolfo Bonetto (1929-1991), abbandona una fortunata carriera di batterista jazz con il famoso &#8220;Sestetto Italiano&#8221; per dedicarsi alla nuova professione.</p>
<p>Autodidatta, caratteristica non comune nel panorama italiano, è tanto orientato alla prassi progettuale da fornire un contributo non indifferente all’insegnamento del design industriale alla Hochschule für Gestaltung di Ulm e, in seguito, all’Isia di Roma.</p>
<p>Dotato di grande talento gusto e capacità per il disegno tecnico, inizia a lavorare come collaboratore per la Veglia Borletti, disegnando strumentazioni per automobili (una grande passione: di quegli anni sono i primi schizzi di carrozzerie per Vignale, Viotti e Boneschi), per poi lavorare in numerosi e diversi campi industriali, quelli di cui normalmente non si considera – essenziale – l’intervento del designer: progetta elettrodomestici, orologi, telefoni, calcolatori elettronici, scarponi da sci, laser chirurgici, macchine utensili, lampade…</p>
<p>Di tutte queste tipologie, è sempre la componente tecnica quella che più lo appassiona, una peculiarità che lo distingue dalla maggioranza dei designer italiani, per tradizione più vicini al mondo dell’arredamento. Il suo rapporto con la Olivetti è stato tra i più intensi e professionalmente stimolanti: per la casa di Ivrea progetta complesse macchine utensili che modificano la fisionomia dell’ambiente di fabbrica. Altrettanto importante la collaborazione con Fiat per la quale disegna molti interni di auto di grande successo e che oggi sono patrimonio storico del marchio Bonetto Design.</p>
<p>Viene premiato con otto Compassi d’Oro, di cui l’ultimo alla carriera professionale. E’ stato due volte presidente dell’Adi (Associazione Disegno Industriale) e presidente dell’Icsid (International Council of Societies of Industrial Design). Riconosciuto come uno dei padri fondatori del design italiano.</p>
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		<title>&#8221; Il design è come una farfalla&#8221;&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il design è come una farfalla tra le mani, se la stringi troppo muore, se la lasci andare vola via”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/02/slide2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7" title="slide2" src="http://bonetto-design.com/wp-content/uploads/2010/02/slide2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>“Il design è come una farfalla tra le mani, se la stringi troppo muore, se la lasci andare vola via”</strong></p>
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