Dove è il design Italiano ?

giugno 10, 2010  |   News   |     |   0 Comment

Approfitto di questo blog per riflettere sullo scenario del design italiano che in questi ultimi anni a subito grandi cambiamenti, non ultimo l’acquisizione dell’Italdesign di Giugiaro da parte del colosso automobilistico Volkswagen.

Nella competizione internazionale il design italiano è stato spesso superato da altri Paesi che hanno saputo promuovere con intelligenza una specifica cultura di progetto che a portato molte società ad acquisire una presenza in termini di business maggiore rispetto l’Italia.

 Per quanto riguarda le nostre strutture, siamo sempre stati abituati ad auto-promuoverci con le nostre risorse economiche e umane, utilizzando anche quello che il design Made in Italy ha prodotto nella storia. Purtroppo la presunzione di coloro che hanno gestito la nostra Associazione Adi e il disinteresse delle nostre istituzioni a fatto si che perdessimo la competizione Mondiale, per anni abbiamo pensato che mandando in giro la mostra della collezione storica del Compasso d’Oro avremmo potuto sostenere e promuovere l’eccellenza del comparto design, cosa poi smentita da altri Paesi che hanno generato mostre straordinarie e realizzate secondo una vera e propria strategia promozionale, supportata da finanziamenti pubblici.

Visitando l’ultimo Salone del Mobile si poteva comprendere benissimo che vuoto di intelligenza creativa ci sia, la critica che applaude un design mediocre e spesso dal gusto discutibile facendo rimpiangere gli anni in cui i grandi nomi storici del nostro design realizzavano pezzi di una ricchezza intellettiva elevata. E la conferma della mia convinzione lo avuta girando per Milano nella settimana del design dove mi sono reso conto che il vero successo sono stati i cocktail party e gli eventi, e non la cultura del progetto.

Lo scenario attuale conta solo i morti e i feriti, nomi eccellenti che vendono a stranieri, strutture che chiudono, altri che agonizzano in attesa di una ripresa che si fa sempre più lontana. Eppure noi che il design lo abbiamo sempre fatto generando cultura e tendenze ci domandiamo quale potrà essere il futuro, anche per quelle migliaia di giovani che le Università e le scuole di design sfornano ogni anno e che non trovano sul mercato una collocazione professionale. Ci domandiamo perché nonostante il nostro straordinario Dna non riusciamo a competere da leader nel Mondo.

Le due capitali del design Milano e Torino stilano bollettini di guerra, la capitale del design automobilistico frantumata, la capitale culturale del design Italiano agonizzante, e nessuno che si preoccupa di analizzare e proporre progetti comuni per far fronte ad una emergenza superiore alle crisi degli anni passati. Sicuramente vincerà la mediocrità ovvero quel design generalizzato, spesso improvvisato, privo di quelle fondamenta culturali che sono la base essenziale per produrre innovazione del prodotto.

Marco Bonetto

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